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La ricerca, pubblicata nel 1926, della ex militante menscevica Elena O. Kabo, impegnata dopo l’Ottobre nelle istituzioni di statistica del lavoro del nuovo Stato sovietico, riguarda la condizione operaia rilevata attraverso i bilanci familiari dagli anni che precedono la guerra mondiale a quelli immediatamente successivi alla guerra civile in Russia. Al suo rilevante interesse storico si aggiunge il valore pionieristico per gli studi di statistica sociale e di sociologia del lavoro, interrotti in URSS per via del clima politico affermatosi a partire dagli anni ’30 del secolo scorso e solo…mehr

Produktbeschreibung
La ricerca, pubblicata nel 1926, della ex militante menscevica Elena O. Kabo, impegnata dopo l’Ottobre nelle istituzioni di statistica del lavoro del nuovo Stato sovietico, riguarda la condizione operaia rilevata attraverso i bilanci familiari dagli anni che precedono la guerra mondiale a quelli immediatamente successivi alla guerra civile in Russia. Al suo rilevante interesse storico si aggiunge il valore pionieristico per gli studi di statistica sociale e di sociologia del lavoro, interrotti in URSS per via del clima politico affermatosi a partire dagli anni ’30 del secolo scorso e solo parzialmente ripresi negli anni ’60. Il testo di Kabo è preceduto da un saggio di Maria Grazia Meriggi, Riformatori e scienziati sociali studiano i bilanci operai. Una lunga storia, che fornisce un quadro degli strumenti che il mondo del lavoro si è dato per conoscere la propria realtà, e mostra la continuità dell’opera di Kabo rispetto a una grande tradizione europea di ricerche sulla questione sociale. Chiude il volume una nota biografica sull’autrice.

Elena Osipovna Gubergric (1888-1968), che assunse il cognome del marito e compagno di vita Rafail Michajlovič Kabo, aderì fin da giovane all’ala menscevica della socialdemocrazia e nel 1912 condivise con il compagno il confino nella provincia di Archangel’sk. Attiva a Mosca nel corso della guerra nel clima di mobilitazione sociale che precedette e preparò il ’17, scoprì e si appassionò alla statistica sociale. Dopo il 1917 entrò a far parte come “specialista” dell’Ufficio centrale di statistica del lavoro del Consiglio centrale panrusso dei sindacati, nel cui ambito nacque la ricerca qui presentata. Subì in seguito una progressiva emarginazione, fino a una parziale riscoperta negli anni ’60, poco prima della morte. 

Maria Grazia Meriggi, già professoressa di Storia contemporanea presso l’Università di Bergamo, fa parte del direttivo della SISLav (Società Italiana di Storia del Lavoro), che ha contribuito a fondare, e collabora con istituti di ricerca in Italia e in Francia. È storica dei movimenti sociali e delle culture politiche dei mondi del lavoro del XIX e XX secolo in Europa, temi sui quali ha pubblicato numerose ricerche.