
Onora la figlia
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"Onora la figlia" è un'opera lacerata che non cerca consolazione. Anna Segre scrive in prossimità della morte della madre, ma non per congedarsi: 'scrivere diventa l'unico modo per fare esistere ciò che manca', nota Manuela Fraire nella prefazione. Quella che prende forma è una lingua spietatamente intima, che attraversa il lutto, la rabbia, la fedeltà , svelando la zona d'ombra del legame materno. Non c'è indulgenza né rivendicazione, ma la volontà di dar voce alla figlia, alla sua eredità muta, alla sua irriducibile domanda d'amore e di giustizia. 'Non ci sono vittime da compatire nÃ...
"Onora la figlia" è un'opera lacerata che non cerca consolazione. Anna Segre scrive in prossimità della morte della madre, ma non per congedarsi: 'scrivere diventa l'unico modo per fare esistere ciò che manca', nota Manuela Fraire nella prefazione. Quella che prende forma è una lingua spietatamente intima, che attraversa il lutto, la rabbia, la fedeltà , svelando la zona d'ombra del legame materno. Non c'è indulgenza né rivendicazione, ma la volontà di dar voce alla figlia, alla sua eredità muta, alla sua irriducibile domanda d'amore e di giustizia. 'Non ci sono vittime da compatire né carnefici da condannare. Solo esseri umani', scrive Cecilia Lavatore nella postfazione. "Onora la figlia" è un comandamento che mancava: un gesto poetico che apre uno spazio nuovo nel discorso sul legame materno, sul femminile, sulla memoria.