Io non lavoro. Storie di italiani improduttivi e felici
Nessuno dei personaggi di questo libro ha mai voluto lavorare, e
prima o poi ce l'ha fatta. L'ereditiera di una famiglia
ricca e rispettabile, il grande manager che ha dato scacco ai suoi
capi, il fiero sfaccendato che guarda dall'alto le miserie
altrui, la sognatrice che si accontenta di poco, l'indolente
maestro dell'evasione dalle responsabilità, lo stacanovista che
con un colpo di scena è riuscito a vivere di rendita. Tutti
accomunati dal miraggio della libertà assoluta. Il lavoro è una
condizione indispensabile per la realizzazione della personalità e
la solidità delle strutture sociali, la famiglia, la società, lo
Stato. Eppure un'altra vita è possibile, una vita in cui il
tempo è a propria disposizione, in cui i giorni scorrono liberi e
senza fattori condizionanti. Una vita senza lavoro. Ma
un'esistenza del genere presenta molte difficoltà e altrettanti
ostacoli. La gestione economica, la sussistenza quotidiana, ma
anche l'angoscia di come trascorrere un tempo libero smisurato.
E poi la guerra contro il giudizio degli altri, quelli che hanno da
fare tutto il giorno, quelli che lavorano. Qualcuno, però, questi
problemi li ha saputi affrontare e risolvere con grinta e tenacia.
In una serie di storie vere, appassionanti come un romanzo,
scopriamo come vive, cosa pensa, cosa fa tutto il giorno chi ha
deciso di rifiutare il lavoro. Da che famiglie vengono, quale
Italia li ha allevati, quali demoni della coscienza hanno
affrontato compiendo una scelta così fuori dagli schemi.